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Turi non è Ghandi ma ci piace per questo

Ho passato l’estate a raccontare di Turi Vaccaro quell’uomo spettinato e un po’ trasandato che salì su un albero della Val di Susa emulando il gesto della famosissima americana Hill Julia Butterfly che rimase su una sequoia per due anni per impedire l’abbattimento di un bosco di sequoie millenarie.

Ero felice che un pacifista fosse venuto in Val di Susa a darci supporto, preoccupata dal fatto che si affidasse solo a lui tutto l’onere della protesta perché, se c’è una cosa che ci ha insegnato il Movimento No-Tav che tutti sono a capo di questa protesta ed è per questo, che anche se negli anni ne hanno allontanati o “convinti” parecchi, il Movimento non ha mai perso di identità.

Abbiamo così iniziato uno sciopero della fame, alcuni come me impreparati a digiunare l’hanno eseguita a “staffetta”, altri per molti giorni, aggiungendovi anche il digiuno della sete.

Ora apprendo che Turi ha ricevuto il foglio di allontanamento da Chiomonte e mi pare davvero insensato che le istituzioni abbiano timore di lui, di un uomo scalzo e senza appoggi politici , intendo.

Turi non è Ghandi, non fa politica, non parla a migliaia di persone, vuole semplicemente aiutare in una protesta che ha fatto sua , usando l’aglio e il digiuno. Tutte cose che alla potente macchina messa in moto dallo Stato per realizzare, senza sé e senza ma l’opera, con caterpillar e blindati, del povero Turi se ne dovrebbero fare un baffo…ma si vede che non è così.

Ora tocca a noi fare quella politica che Turi ci lascia, per esempio convincendo i sindaci a dargli la cittadinanza onoraria , lui che non vuole avere fissa dimora che diventi cittadino onorario della Valle, e se poi qualche volta sconfina…che ci possiamo fare? La sua libertà mica la possiamo restringere in una cartina geografica.