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Ripartire dal ground zero per la politica

E’ come quando scrivi un testo e vai fuori tema o prepari una torta e sbagli gli ingredienti, la politica in Italia è così , va riformata partendo dall’inizio.

Iniziando proprio dalla Circoscrizione dove ora fior fior di giovani vengono allevati alla peggior politica, infarciti di inutilità procedurali, di linguaggi formali scevri di significato, di meschini trucchetti da prestigiatore dilettante.

Ripartire dal primo anello della politica ridandogli il posto altissimo che merita, luogo di ascolto verso i cittadini, luogo di confronto tra i cittadini , di interazione tra cittadino e istituzioni.

Creare il vivaio dei nuovi politici portando avanti una politica pulita e trasparente, fatta di competenze, di capacità e soprattutto di responsabilità.

Non è accettabile che i consiglieri arrivino in ritardo e vadano furtivamente via, prima che sia terminata la commissione. Non è rispettoso nei confronti dei cittadini presenti e non lo è nei confronti dei consiglieri che rimangono tutto il tempo.

Non è possibile presentare dei progetti sociali, legati a varie associazioni, senza che venga dettagliato il tempo dedicato, il numero di persone impiegate, il numero di persone coinvolte e soprattutto il costo totale del progetto, la parte erogabile dalla circoscrizione e dagli altri supporter del progetto e la rilevanza economica degli altri enti coinvolti, Fondazioni o Istituti.

Nessuna azienda sottoporrebbe mai ai suoi azionisti un progetto così redatto, nessun progetto verrebbe mai preso in considerazione se così predisposto.

Non attribuisco colpe alle Associazioni, ma imputo alla Circoscrizione 1 una superficialità inaccettabile e preoccupante che non mette in condizione i consiglieri di avere informazioni sufficienti per approvare un lavoro che potrebbe essere certo meritevole.

Anche in Circoscrizione si può fare esercizio di democrazia, usiamola come palestra per diventare politici migliori, la politica non cambierà se non saremo noi a cambiarla ma ci vuole coraggio e responsabilità, di votare senza genuflettersi, di commentare dispiacendo ,di rimanere in aula quando tutti se ne sono andati, perché rappresentiamo il cittadino e il cittadino deve rimanere il nostro obbiettivo primario.