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Riaccendiamo le luci del negozio sotto casa

Una volta se avevi un problema andavi dal parroco del tuo paese o dal prete della tua parrocchia ora andiamo dallo psicologo o dallo psicoanalista.

Se volevi fare due chiacchiere dal panettiere, ora vai su Fb sperando di trovare qualcuno collegato.

Se volevi le ultime novità c’era il barbiere o la parrucchiera dove trovavi quei giornali che ti saresti vergognato come un cane di comprare.

Il cibo fresco lo trovavi sotto casa, un negozio che potevi raggiungere a piedi dove trovavi sempre la stessa persona che sapeva consigliarti cosa acquistare e che ,miracolo, aveva sempre provato tutto prima di te.

Se poi rompevi qualcosa c’era il negozio di riparazioni dove c’era l’omino che, senza farti spendere una somma esorbitante, ti riparava tutto.

Ora se rompi qualsiasi cosa lo butti e corri a comprare in auto al supermercato lo stesso oggetto poco costoso e di qualità scadente che si romperà dopo pochissimo tempo.

Ora anche per una vite spesso devi ricorrere al supermercato dove per averne una ne devi comprare 100 di viti .

Non siamo migliorati ma potremmo ancora peggiorare se non faremo attenzione a non far chiudere il piccolo negozio sotto casa rimasto.

Quel negozio che fin da bambino riconosci come riferimento territoriale che ti premiava con un chupa-chupa quando passavi a salutare i proprietari, quelli stessi che poco più adulto ti rimproveravano perché gli lanciavi i petardi tra la frutta.

E’ inevitabile che i piccoli negozi chiudano perché non possono tenersi al passo delle grandi multinazionali ma che hanno un vantaggio economico che spesso non si considera: non necessitano di grandi e costosi spostamenti con l’auto, puoi comprare solo la quantità che ti serve e inoltre non ti inducono a comprare merci inutili allettati da sconti eccezionali.

Il negozio sotto casa è bello perché arricchisce la tua zona di colori , è sicuro perché le persone che ci lavorano rispondono personalmente delle merci che vendono , è sociale perché puoi incontrarci le persone che vivono nella tua stessa zona, è comodo perché dietro l’angolo.

Se il negozio sotto casa chiude si spegne un pezzo della tua via e la colpa sarà solo tua che hai smesso di andarci credendo di risparmiare nel grande Mega-iper-mercato.

Il tessuto sociale di una città si ricompone anche facendo riferimento ai suoi negozi, alle persone che ci lavorano ogni giorno, che fanno da recettori degli umori dei cittadini e da presidio territoriale e personalmente il sorriso della mia libraia non lo scambierei per tutti gli sconti del mondo