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Povero Biscaretti

Carlo Biscaretti di Ruffia non è il nome di uno champagne ma il nome dell’uomo che legò il proprio nome al Museo dell’Automobile di Torino: lo ideò, radunò la collezione iniziale, si batté per farlo nascere e si adoperò tutta la vita per dargli una sede dignitosa. Pittore, disegnatore tecnico, giornalista, l’aristocratico torinese era figlio di Roberto Biscaretti di Ruffia il fondatore dell’ Automobile Club di Torino , poi divenuto l’Automobile Club d’Italia e uno dei fondatori della Fiat.

Nel cercare di realizzare il suo sogno Carlo Biscaretti spese buona parte della sua vita, coinvolse nel suo progetto Mussolini, superò le ritrosie del senatore Giovanni Agnelli che, incredibilmente, dichiarò di non ritenere la tecnologia automobilistica italiana sufficientemente prestigiosa da dedicargli un museo. Inizialmente il museo infatti fu confinato nella periferia cittadina nei locali de lo Stadio Benito Mussolini dove si esposero solo 73 dei 180 pezzi della collezione. Ma dopo la guerra Biscaretti ricominciò e, bussando a mille porte, riuscì ad ottenere una sede adeguata, ma non potè vedere il suo lavoro finito poiché morì, mentre disegnava l’allestimento di una sala , poco tempo prima dell’apertura al pubblico del Museo che poi gli fu dedicato.

Questo lungo racconto fa parte della storia di Torino che presto verrà cancellata con la nuova titolazione del museo in MAUTO Giovanni Agnelli.

A parte l’orribile scelta dello pseudo acronimo Mauto non si capisce proprio cosa abbia fatto di male il povero Biscaretti perché venga eliminato il suo nome. Si parla di una questione di marketing, di rilancio del Museo, ma conservare la nostra storia e diffonderla non è forse più interessante che nominare un altro edificio all’Avvocato?

Le macchine contenute nel Museo di proprietà Agnelli non sono forse solo in comodato d’uso e potrebbero partire per gli Stati Uniti da un momento all’altro?

Perché il Comune investe decine di milioni nella ristrutturazione e alla Fiat con soli 300.000 euro viene data la Presidenza e il nome del Museo.

Perché ogni tanto non ci ricordiamo che la storia dell’automobile non l’hanno solo fatta gli Agnelli ma tantissime industrie, nate nello stesso periodo, di cui abbiamo dimenticato i nomi?

Forse la storia la scrivono solo i vincitori?

Io Carlo Biscaretti invece me lo voglio proprio ricordare perchè è un uomo che ha saputo coniugare tante passioni dall’auto, alla grafica, alla pittura e soprattutto perchè stato un sognatore e ai sogni voglio ancora credere.