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Perché non manderei mai i libri al rogo

Vi ricordate Fahrenheit 451 un film del 1966 diretto da François Truffaut, nel quale il potere mediatico riteneva sovversivi i libri e li mandava al rogo? Allora ogni uomo imparava un libro a memoria, i famosi uomini-libro, in modo da conservarne il ricordo. Un’idea tanto appassionata e irreale, un vero omaggio alla letteratura.

E se la tecnologia ci porterà ad avere immense biblioteche in poche scatoline di colori diversi, ben venga.

Diversa è la proposta di fare studiare i ragazzi solo su PC, intanto perché non credo che si otterrà la gratuità del servizio, anzi continui aggiornamenti porteranno a continui salassi al portafoglio dei genitori, poi se i nostri ragazzi non li vogliamo istupidire del tutto, bisogna che sappiano scrivere e prendere appunti, sottolineare e riassumere.

Il copia -incolla di una ricerca fatta in pochi minuti ha una sua utilità ma non dimentichiamo che non lascia certo la traccia di una complicata ricerca eseguita con i compagni, sui diversi testi, spendendo tempo ad acquisire informazioni e implementarle.

Certo alcuni testi si potranno passare su internet, ma altri no, perché un libro ha un valore tattile e olfattivo, alcuni libri che ho passato ai miei figli sono stati in mano ai genitori e ai loro nonni e non sono solo carta ma hanno una loro vita…basta un appunto, un commento, una sottolineatura.

Certi libri che abbiamo letto in vacanza sono un ricordo, come un souvenir, e non sono sostituibili per il luogo, lo spazio, il tempo che li abbiamo avuti tra le mani.

Rimane il problema dei costosissimi libri scolastici, e io con 4 figli, sono particolarmente sensibile al problema.

Sia per il numero esorbitante di testi che vanno al macero ogni anno, sia perchè ogni piccolo aggiornamento fa diventare il libro obsoleto e quindi si acquista la nuova edizione a prezzo pieno, la famigerata nuova adozione.

Il mercato dell’usato infatti dovrebbe diventare una consuetudine e le stesse scuole dovrebbero dedicare dei giorni prestabiliti allo scambio di libri tra studenti, poi si dovrebbe imporre un numero minimo di anni con lo stesso testo salvo dispense annuali gratuite.

Chi ha la passione per una certa materia il libro potrà tenerselo e anche a distanza di anni andare a sfogliarlo, chi avrà poco interesse li potrà vendere per la fortuna di qualche altro studente.

Il vecchio e il nuovo, testi infornatici e libri cartacei, devono convivere ed essere utilizzati a seconda della finalità, ma ricordiamo che i libri sono la nostra storia e la loro diffusione la nostra memoria.

A loro un virus non fa neppure il solletico..