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Per difenderci dalla diossina tedesca consumiamo latte fresco e uova con stampigliato IT, Italia sul guscio

Attualmente la più importante fonte antropogenica di diossine nell’ambiente è rappresentata dagli inceneritori. ( fonte Baird, Cann Chimica Ambientale 2006) Molti organismi, tra cui l’uomo, accumulano nel tessuto adiposo, diossine, furani, PCB. Attualmente gli scienziati sono più preoccupati dell’effetto a lungo termine causati dall’esposizione alle diossine che degli effetti a breve termine, perchè esiste una dose soglia, al di sotto della quale non compaiono effetti tossici.

Nel 2000 l’EPA ha stilato un rapporto sui rischi da diossina classificando il 2,3,7,8,-TCDD come noto cancerogeno umano, e asserisce che le diossine compromettono il sistema immunitario ed endocrino e lo sviluppo del feto, l’OMS considera la stessa come il più potente cancerogeno multi sito fra quelli conosciuti.

Una volta che diossine e furani sono stati emessi, anche attraverso le produzioni industriali vengono trasportati da un posto all’altro dell’atmosfera, poi si depositano sul suolo e sui sedimenti penetrando nella catena alimentare. Ricordiamo che l’uomo è in testa a questa catena e quindi il più esposto dei viventi alla contaminazione.

La nostra esposizione a queste sostanze è dovuta al 95% all’ingestione di cibi di origine animale.

Ora, vista la grave contaminazione delle uova, del latte, delle carni tedesche sarebbe il caso di consumare prodotti di cui abbiamo tracciabilità.

La Coldiretti propone di introdurre subito l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti (come previsto dal disegno di legge in discussione alla Camera), dato che la Germania fornisce un quinto del latte consumato in Italia e con 41 milioni di quintali all’anno fra latte latticini e formaggi è il primo fornitore. La legge ad oggi prevede l’indicazione dell’origine in etichetta per il latte fresco, mentre per il latte a lunga conservazione (UHT) non è prevista l’indicazione d’origine, stessa cosa accade per i derivati del latte e per i formaggi, ma anche per la carne suina, di pecora, agnello e coniglio.

Lo stesso latte, se preso alla spina darà garanzie di freschezza e di vicinanza di produzione, le uova poi se prese dal contadino di fiducia, controllare che usi spezzato di grano invece dei mangimi, saranno più sane.

Per quel che riguarda il consumo di carne per un po’ potremmo farne a meno, esistono i legumi, lenticchie, fagioli ceci, la famosa “carne dei poveri” e migliaia di ricette su Internet su come cucinarli.

La salute nostra e dei nostri figli, valgono almeno un po’ di attenzione.

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe