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Pedonalizzazioni condivise e l ‘urbanistica dal basso

Un piccolo paese si amministra facilmente, le persone si conoscono, le esigenze si palesano e se come Sindaco o Consigliere non fai gli interessi della collettività ti tirano i pomodori quando esci di casa o più democraticamente non ti votano più alla tornata elettorale successiva.

Anche le grandi città si possono dividere in piccoli paesi e le città hanno già delle amministrazioni decentrate che si chiamano Circoscrizioni.

Ma la Circoscrizione allo stato attuale è un poco più di uno scatolone vuoto, ha una sede , ha vigilanza, ha personale amministrativo, ben 25 Consiglieri , un Presidente, una Giunta e un potere di facciata.

I pareri ,che vengono dati all’amministrazione centrale, non sono vincolanti,( cioè possono essere ignorati), i soldi gestiti sono discretamente pochi e le linee di indirizzo, date con gli Ordini del Giorno, parrebbe non vengano neanche lette.

In campo urbanistico, poi si manifesta la mancanza di condivisione con interventi sul territorio che non dovrebbero cadere in testa come una tegola ai cittadini e ai commercianti.

Uno dei provvedimenti più plateali è la creazione delle pedonalizzazioni che comportano subito la riqualificazione superficiale e quindi il dissenso dei commercianti costretti per anni a subire i lavori.

Le pedonalizzazioni, in periodi economicamente diversi hanno in realtà, una volta realizzate, sortito ottimi risultati, ma il dubbio rimane sull’approccio procedurale.

Infatti una pedonalizzazione non è solo riqualificazione superficiale ma anche individuazione di mobilità alternative quali le piste ciclabili, i mezzi pubblici, è creazione di zone attraenti per la socializzazione, o sicure , vicino alle scuole, per il transito degli scolari.

La sperimentazione poi è un passo fondamentale in cui si testa la sostenibilità, la fattibilità, le problematiche della pedonalizzazione e non può essere risolta con due giorni di strada chiusa.

Meglio chiudere semplicemente la strada oggetto di intervento con due transenne per un periodo di 3/6 mesi e incentivare i commercianti all’utilizzo dei nuovi spazi sottratti alle autovetture.

Sentire nel frattempo i cittadini, organizzare feste di via e biciclettate condividendo il percorso di riqualificazione superficiale.

Forse nell’era della tecnologia veloce, camminare piano in una via potrebbe tornare di moda, ma diamo il tempo a tutti di provarci…