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Nuovi ministri e vecchie minestre

Sarà che questa sbobba del governo PD-PDL non mi va giù ma trovo i ministri del governo Letta piuttosto impresentabili.
Sembrano infatti pedine di uno stesso gioco dove, se capiti su una casella per un semplice tiro di dadi, diventi Ministro.
Io però ho ancora il concetto di Ministro come persona massimamente competente della materia, Camillo Benso conte di Cavour all’età di 33 anni iniziò un’attività di miglioramenti nei settori dell’allevamento del bestiame, dei concimi e delle macchine agricole. In sette anni (dal 1843 al 1850) la sua produzione di riso, frumento e latte crebbe sensibilmente, e quella di mais addirittura risultò triplicata. A 40 divenne ministro dell’agricoltura e la materia la conosceva, eccome se la conosceva.
Quello che invece spaventa è che non si sia applicata la regola della competenza quasi in nessun caso, ma se per competenza invece si intenda la sola capacità politica di mediare i conflitti tra le diverse categorie economiche o sociali, allora sono tutti bravi ma nessuno è indispensabile e magari l’uomo qualunque potrebbe fare meglio perchè vive, ogni giorno, i problemi quotidiani .
I titoli accademici sono perlopiù generici, sufficienti certo per scrivere leggi, ma due ministeri importanti come quello della Sanità e dell’Ambiente stridono un po’ in mano a chi si è solo occupato di dirigere un partito.
Discorso trasversale, naturalmente, infatti un ministro è PD e uno PDL.
Ma se rimescolassimo un po’ le cariche non otterremmo lo stesso risultato, Orlando alla salute e Lorenzin all’Ambiente?
Ci sono centinaia di cooperanti internazionali in materia ambientale che hanno ben presente cosa significhi fare qualcosa per il pianeta, perché ci meritiamo così poco?
E se mettessimo Cecile Kienge che è un medico alla Sanità e Orlando alle Infrastrutture cosa cambierebbe?
Ci sono molti docenti universitari del politecnico che hanno sicuramente idee migliori sui trasporti e sull’infrastrutturazione da dare all’Italia. Perché non sono stati chiamati?
E se per finire mettessimo Josegfa Idem , olimpionica, agli esteri non sarebbe forse meglio della Bonino, in fondo conosce le lingue e magari darebbe un po’ di credibilità a questo paese che continua a perdere e mai guadagnare.