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Mamma ho perso l’ospedale… ovvero quale e’ il destino dell’Ospedale Regina Margherita

Sono appena 12 anni che sentiamo parlare della Città della Salute , un progetto che intende razionalizzare o ottimizzare le risorse dei singoli ospedali cittadini facendoli confluire in un unico polo torinese che riunirebbe le attuali aziende ospedaliere Molinette, Regina Margherita, Sant’Anna e Cto-Maria Adelaide.

Ma la condivisione delle risorse strumentali appare, per il Regina Margherita, l’ospedale per eccellenza dei bambini , un problema.

Lo denuncia il professor Piero Abruzzese già cardio-chirurgo dello stesso ospedale che si chiede in una accorata lettera: Ma i bambini?

Pare infatti che presidi non specifici come anche la mancanza di organi gestionali specifici e di infermieri pediatrici abbasseranno la qualità del servizio , molto mirato, offerto ai nostri figli.

Così le tante associazioni che sostengono il Regina Margherite sono intervenute numerose in Comune a Torino nella commissione Sanità presieduta dalla consigliera Centillo. per sostenere la tesi Abruzzese.

Certo che le patologie degli adulti hanno numeri più grandi ma non è possibile mettere in una tabella gli interventi rivolti agli adulti con quelli rivolti ai bambini per ottimizzare gli interventi, il regina Margherita va ricalibrato su ospedali simili, come il Gaslini di Genova , il Bambino Gesù i di Roma, il Meyer di Firenze .

Diventerebbero infatti trasversali chirurgia , ortopedia, radiologia, anestesia, laboratorio analisi e farmacia.

Ma anche solo la farmacia, prosegue il professor Abruzzese, ha un ruolo fondamentale per la preparazione delle soluzioni per nutrire o idratare i bambini , avere una farmacia comune non sarebbe la stessa cosa.

Gli stessi calcoli della Regione dimostrano inoltre che la spesa per la riqualificazione dell’edificio è molto inferiore a quelle degli altri ospedali cittadini come ad esempio le Molinette dove la riqualificazione funzionale pare sia più costosa della costruzione di un nuovo edificio.

Inoltre alcuni interventi come il parco giochi protetto o la ripulitura della facciata si potrebbero realizzare con l’intervento di privati.

E su questo punto le Associazioni sono concordi, per i bambini i soldi si trovano come anche le energie umane, usciamo dall’idea di trattare il Regina Margherita come un ospedale qualsiasi perché i bambini necessitano di cure specifiche e accoglienza specifica e a loro dobbiamo dare priorità perché sono il nostro futuro.

Per fortuna ci sono i i genitori e le Associazioni di volontariato che pongono rimedio alla miopia e all’ignoranza del sistema, prosegue Abruzzese, loro ci aiutano a comprare apparecchiature costose, offrono assistenza ai bambini e alle loro madri, migliorano l’aspetto dell’ospedale lo rendono più gradevole e allegro. Meno male che ci sono le associazioni e ce ne sono tante. Evviva il Partito dei Bimbi.