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Le donne No-Tav

Non possiamo non ricordare oggi l’ impegno e il fondamentale contributo che hanno dato le donne al Movimento No-Tav.

Non si può dimenticare il campo base nella Libera repubblica della Maddalena, “un’utopia” , alla stregua di Tommaso Moro o Campanella , non un anti-stato come si cercò di etichettarlo, nella ricerca del miglior mondo possibile. Un grande tendone gestito a turno da donne delle più svariate età ed estrazione sociale che si alternavano per tenere aperta di giorno e di notte la cucina.

Non possiamo non avere ancora negli occhi le donne sulle barricate, quelle che spostavano tronchi senza fiatare, saldavano i cancelli , distribuivano limoni e medicine quando il campo era stato invaso dai lacrimogeni.

Le donne che marciano con i loro bambini alle manifestazioni, quelle che si travestono da clown per abbassare la tensione tra manifestanti e polizia.

Le donne ferite negli scontri, e se una donna non si colpisce neanche con un fiore , questo fiore lo diamo oggi a loro che piangono per i lacrimogeni , si sciacquano gli occhi e si rimettono in prima fila.

Voglio ricordare Marinella, ferita brutalmente, ma anche le ragazze finite in carcere, che non hanno avuto paura delle intimidazioni e hanno continuato a credere nella causa.

Voglio ricordare le mogli e le compagne di quegli attivisti che i mezzi di comunicazione hanno individuato come interlocutori, magari un po’ nell’ombra ma essenziali nel loro supporto ai compagni.

Voglio ringraziare le nonne con le nipotine, per tutte le torte mangiate ai presidi, le insegnanti che hanno portato le scolaresche alle marce, le donne che in politica si sono spese per portare avanti il dialogo.

Oggi un fiore è per loro…