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La fiera delle falsità, perché’ l’ interruzione di gravidanza deve rimanere un diritto

Il 15 ottobre il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato come delibera il ” Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”.

Questo documento, che suona piacevole alla lettura, in realtà, apre la porta all’entrata nei consultori di persone appartenenti al Movimento per la Vita, che avranno come preparazione, la frequenza ad un corso di circa 8 incontri sui temi legati alla maternità, e dalle quali le donne, che hanno intenzione di abortire, dovranno comunque passare.

Questo è il fatto che, in realtà, nasconde un problema ben più grave, quello del sempre crescente numero di medici anti-abortisti, per scelta o imposizione, e la colpevolizzazione della donna che si rivolge al sistema pubblico per l’interruzione di gravidanza.

Questa è la fiera della falsità, che dobbiamo denunciare, perché l’aborto ci sarà sempre, nelle cliniche, per le donne che avranno i soldi per pagarlo, così non risulteranno registrate, con i ferri da calza per le altre che non si potranno permettere la struttura privata.

Chi come me è madre, sa quanto sia importante un aiuto dopo la nascita di un figlio, quando la depressione post parto prende come una tristezza infinita, come il lavoro si accumuli e non si riesca a tenere il ritmo. In quel momento avrei voluto il Movimento per la Vita, perché la salute mentale e fisica di una donna sono requisito necessario alla crescita serena di un bambino.

Quando si ha una famiglia numerosa e non si ha neanche un piccolo momento da dedicare a se stessi, quando anche far la spesa diventa difficile e complicato , far tornare i conti della spesa una lezione di economia domestica, allora vorrei il Movimento per la Vita.

Quando si ha un figlio malato, e il mondo ti crolla addosso e daresti qualsiasi cosa di te, anche una mano, un braccio per vederlo guarire, allora vorrei il Movimento per la Vita.

Quando una ragazza o una donna decide di interrompere la gravidanza ha bisogno di silenzio, perché è una decisione che la coinvolge nel profondo, perché è sempre una scelta vissuta con dolore ma con consapevolezza.

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