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La bicicletta No.Tav

Giovedì pomeriggio, andando in bicicletta in via dei Mille, in centro a Torino, sono stata avvicinata da un’automobile e l ‘anziano signore, che la guidava, ha cominciato a suonare il clacson, poi ha abbassato il finestrino è ha cominciato ad urlare che non era d’accordo…subito ho pensato di avergli tagliato la strada o aver svoltato in modo errato. Ho ascoltato meglio e con voce concitata diceva che non si poteva fermare LA TAV , (il TAV) per 4 persone in Val di Susa, che dovevamo smetterla di fermare il progresso…era estremamente minaccioso e ho pensato che sarebbe sceso dall’auto e mi avrebbe messo le mani addosso…

Un po’ sconcertata, soprattutto perché non ero preparata ad un attacco simile, mi sono guardata intorno e non c’era nessuno, allora, con la bicicletta, ho fatto un contromano davanti alla scuola elementare Tommaseo e sono tornata a casa.

Gli ho comunque risposto prima, in modo pacato, che si informasse meglio, che era un problema di risorse economiche, non dei valsusini, mentre in cuor mio mi chiedevo come avesse fatto a riconoscermi come tale…A casa, parcheggiata la bicicletta, ho poi capito che la cosa che lo aveva infastidito, era l’adesivo NoTav, in bella mostra, sul retro del sellino del bambino.

Allora ho pensato: mettiamolo tutti un adesivo No-tav sull’auto, sulla bicicletta, anche sul passeggino, nessuno ce lo impedisce, e avremo la possibilità di parlarne, magari in modo più approfondito, e spiegare che i soldi sono finiti, che, se li useremo per opere inutili, allora non ce ne saranno né per la scuola , né per la sanità.

Ma forse l’anziano signore non sapeva che un domani, neanche troppo lontano, anche la sua pensione sarà messa in discussione, ma che potrà forse viaggiare su un vagone merci fino a Lione ad alta velocità.