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Investire nell’arte vuol dire vendersi la Gam?

E’ di questi giorni lo sbandierare ai quattro venti la volontà dell’amministrazione Fassino di investire sulla cultura e sull’arte. Parole sante, diremmo noi, per una città che deve superare le monotematica automobile e diventare a pieno titolo una città europea.

Le parole però, non corrispondono sempre ai fatti e, chi avesse assistito alla V Commissione e all’intervento dell’Assessore Braccialarghe, sarebbe certo rimasto un tantino perplesso.

Infatti all’audizione della Fondazione Musei dove la Presidente Cattaneo, ex-sindaco di Torino, riferiva di essere senza stipendio si è a lungo parlato della GAM, la Galleria D’Arte moderna che si affaccia su corso Massimo d’Azeglio.

L’assessore Braccialarghe riteneva che fosse un museo decentrato rispetto, per esempio, a Palazzo Madama, che è situato in Piazza Castello e che è stato un successo enorme di pubblico.

Che l’ubicazione della Gam sia decentrata è cosa assolutamente falsa dal momento che, se non è nell’ultacento, è comunque vicino a Porta Nuova e ha la fermata della metropolitana Re Umberto davanti.

La posizione non pare adeguata forse perché è troppo vicina alle banche così da attirarne l’attenzione?

Ci sono decine di Istituti di Credito vicini che potrebbero essere interessate all’acquisto ?

Se così fosse dobbiamo ricordarci che la GAM è il più antico museo d’arte moderna d’Italia , edificio di indubbio valore architettonico e che non possiamo svenderci tutto o meglio non quelle cose che danno valore alla città.

Altra obiezione era che fosse troppo piccolo che venissero esposte solo 1000 delle 45.000 opere di patrimonio, potenzialità di 45.000 volte, sob! errore matematico , sono 45 volte le potenzialità…

Venivano poi citate le Officine Grandi Riparazioni che non sono di proprietà del Comune di Torino ma di Trenitalia e si trovano in Corso Castelfidardo 22 che è tanto decentrato quanto la GAM.

La proposta più interessante veniva dalla consigliera Levi Montalcini che parlava di Arte che esce all’aperto che viene esposta anche dove i cittadini possono vederla senza cercarla, cercando le migliori soluzioni tecniche per proteggere i quadri dai furti.

Mentre parlava ricordavo quel film in cui si cercava di fare entrare un grande quadro dentro ad una casa e non ci si riusciva , quasi che la cultura, l’arte non si potessero ridurre nelle quattro mura di un abitazione .

L’Arte , soprattutto quella moderna ha bisogno di libertà e pensare a posti diversi come caffetterie e ristoranti, oltre che scuole e convitti, sarebbe la soluzione migliore per utilizzare al meglio il patrimonio di cui disponiamo.

Tutto questo preservando quel gioiellino che abbiamo e che deve rimanere che è la GAM.