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Il Natale nel bidone

Sarà perché sono stata cresciuta da mia nonna che della sobrietà aveva fatto virtù, sarà che fin da piccola amavo di più lo scatolone che conteneva il gioco che il gioco stesso, vedere tante cose buttate nell’immondizia in questi giorni mi dà i brividi.

Eppure dovrei essere abituata a vedere i bambini che fin da piccoli scartano voracemente i regali devastando la carta e buttando via borsa, fiocco e carta tutt’insieme.

Eppure ogni volta mi fa male e chiedo di poter separare le carte di materiali diversi e poi tengo i fiocchi…sono bellissimi e li riutilizzo per Natale.

Cercare di dare una vita più lunga alle cose mi pare non solo utile ma in qualche modo filantropico.

E’ così , io con” l’usa e getta” non vado d’accordo, un po’ perché trovo estremamente stancante fare shopping, un po’ perché alle cose mi ci affeziono e poi non riesco a buttarle via.

Anche quest’anno tutti abbiamo comprato e tanto direi , dagli imballi debordanti dai bidoni in questi giorni. E se prima si buttano le carte, i nastri, le buste tra pochi mesi sarà la volta di buttare i giochi rotti( sono necessari maggiori di controlli di qualità sui giochi importati che sono il 99% perché durino più di un giorno…) i regali orribili, i vestiti smessi. La pratica dello scambio è in ampio disuso e dopo molti dinieghi c’è chi si stufa di voler regalare le sue cose quando più nessuno le vuole.

Si parla di 7 kg di vestiario pro capite gettati ogni anno , che nella mia famiglia sarebbero 42 Kg all’anno, che moltiplicati per 20 anni sono 840 kg.
Solo che io non butto mai via nulla, quindi deduco che ci sia chi ha gettato via anche i miei 840 kg…

Ora lo so che anche i produttori di carta come pure i fabbricanti di tessuti e nastri devono vivere ma davvero non ci stupiamo della deforestazione della perdita delle biodiversità quando non diamo neanche un pensiero a tutto quello che mandiamo in discarica .