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Il mio Natale

Il periodo di Natale è sicuramente il più triste dell’anno, le giornate sono fredde e durano poco, è la settimana con meno luce di tutto l’anno, la terra è gelata e non produce nulla e noi siamo in preda ad una forma di letargo che non possiamo assecondare perché il lavoro non conosce stagione.

Se non ci fosse il Natale saremmo spacciati, la depressione ci affliggerebbe come non mai, invece festeggiamo il ritorno del sole, il solstizio d’inverno. la nascita di Gesù, ogni paese ha una sua festa e una sua ispirazione.

Credo non sia importante cosa decidiamo che valga la pena festeggiare, sia questa la festa ebraica della luce, o i festeggiamenti celtici del solstizio o il messaggio di uguaglianza di un predicatore ebreo, ma, come decidiamo di festeggiarlo.

Noi, in famiglia addobbiamo un albero di carta che ha più di 60 anni, fu acquistato in Germania dal nonno Aldo e ogni anno necessita di un po’ di restauro, gli addobbi sono stati reperiti da vari parenti e alcune decorazioni sono antiche e molto belle ,gli altri sono stati realizzati da noi. Spesso di sera ci sediamo sotto l’albero e leggiamo dei racconti di Natale di paesi diversi .

Poi prepariamo i biscotti con le formine a forma di stella, albero ecc. e i canditi con le scorze delle arance.

Le sorelle più grandi riciclano un po’ di regali per i più piccoli, il papà ha già comprato libri per tutti, un gioco di società per i piccoli, ai nonni chiediamo solo regali utili, per gli amici ogni anno autoproduciamo qualcosa di Made in Rosso,( candele, cioccolatini, fiocchi per i capelli) oppure qualche prodotto degli acquisti Gas, parmigiano, olio, tisane, ecc. Approfittiamo delle vacanze per andare a trovare quei parenti che non riusciamo a frequentare durante l’anno, è un piacere rivedersi dopo tanto tempo, anche se solo un giorno.

Io riciclo carta e fiocchi e non mi sento affatto povera ma in pace con il mondo perché un Natale così lo possono vivere tutti.

Perché non ci possiamo accontentare delle luci, dei colori del Natale? Correre nelle vie alla ricerca del più bell’albero natalizio? Perché dobbiamo per forza ingozzarci di cibo o affollarci nei negozi e dar fondo allo stipendio.

I bambini amano di più stare con i genitori a giocare o avere collezioni di giocattoli che ingombrano la stanza?

Quanto valore ha la sciarpa sferruzzata dalla nonna in confronto alla sciarpa cinese acquistata di corsa alla vigilia.

Tutto ha un senso, tutte le cose hanno un tempo, se fossimo capaci di rallentare il nostro, tutto sarebbe più facile.

Un bellissimo Natale pigro, sornione, gattoso, intimo e felice…

Allora non diremmo, come spesso sento dire “Speriamo che finisca presto” ma diremmo come si diceva una volta “Speriamo che arrivi presto …per questo io difendo il Natale .